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Aggiornamento: 3 apr

Nel corso degli ultimi anni lo scenario trapiantologico è profondamente mutato. L'età media dei pazienti accettati in lista d'attesa è progressivamente aumentata. Inoltre, si è registrato un miglioramento delle tecniche chirurgiche ed una progressiva implementazione della gestione clinico-farmacologica dei pazienti trapiantati. Questi elementi hanno determinato il fatto che la popolazione trapiantata mostri un'età crescente. Inoltre, negli ultimi anni è progressivamente andata riducendosi la prevalenza di pazienti trapiantati per epatite C grazie allo sviluppo di nuovi efficaci farmaci antivirali ad azione diretta. Di contro, indicazioni quali la steatoepatite non-alcolica (sostenuta nella maggioranza dei casi da un quadro di dismetabolismo) stanno crescendo sia negli Stati Uniti che in Europa.

Quindi, una popolazione trapiantata sempre più anziana e sempre più con un substrato patologico di dismetabolismo (es. diabete, obesità).

Un ulteriore fattore da considerare è rappresentato dai farmaci anti-rigetto i quali mostrano un profilo fortemente pro-dismetabolico.

Conseguenza del tutto attesa, è che le problematiche metaboliche e quelle cardiovascolari (tra loro interconnesse) rappresentino e rappresenteranno sempre di più una problematica rilevante per i pazienti trapiantati d'organo. E già oggi, sappiamo che la prevalenza di tali patologie è maggiore nei trapiantati rispetto alla popolazione generale.

A peggiorare, o rischiare di peggiorare il profilo di rischio, vi è una tendenza netta ad incrementare il peso corporeo fin dai primi mesi post-trapianto. Peraltro, l'incremento della massa grassa spesso non si accompagna ad un recupero delle masse muscolari frequentemente deplete nel pre-trapianto.

Riteniamo che il primo e più efficace strumento contro il dismetabolismo nel trapiantato, sia rappresentato dalla prevenzione che andrebbe messa in atto già prima del trapianto stesso. Informazione, formazione, predisposizione di piani alimentari personalizzati, impostazione di attività fisica proporzionata rispetto alla fase e alle possibilità individuali, rappresentano elementi estremamente importanti e, peraltro, che sarebbero pienamente sostenibili.

Quindi, la presente pagina web vuole rafforzare una rete di collaborazione già attiva per implementare la ricerca su queste tematiche, ma, al tempo stesso, informare i pazienti e le loro famiglie sul più corretto approccio a alimentazione, movimento ed in generale stile di vita, da seguire fin dai primissimi passi dopo il trapianto.


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